La Primavera di Sandro Botticelli


La Primavera, opera realizzata da Sandro Botticelli nel 1480 usando la tecnica della tempera grassa su tavola, è custodita all’interno de Gli Uffizi a Firenze ed è la rappresentazione di un Eden umano. I personaggi raffigurati sono nove e sono immersi in un giardino fiorito circondato da una vegetazione varia, che comprende anche aranci ed alloro. Sulla destra si trova Zefiro, che possiede delle ali che sembrano quasi metalliche e provenire da un’altra dimensione. Egli è l’unico personaggio realizzato con una colorazione differente, un azzurro livido, che, personificando il vento della primavera, arriva in maniera violenta, piegando con forza i rami di alloro, ed aggancia con violenza Chloris, la quale viene fecondata da Zefiro stesso. Il dettaglio che ci fa intendere che la donna sia stata fecondata è il ramo di edera che esce dalla bocca di Chloris.

Proseguendo troviamo poi Flora, dea delle fioriture, precedentemente Chloris, che possiede un viso bellissimo nordico ed un abito interamente ricoperto da svariati fiori quali la fragola, i fiori di fragola,la viola, la centaura, il fiordaliso e la margherita, mentre sulle maniche dell’avambraccio, realizzate con una retina ed un filo dorato e delle perle, vi sono anche delle roselline rosa, simbolo coniugale di bellezza, tenacia ed amore.

Al centro troviamo poi Venere, dea della bellezza e dell’amore, che assume una posizione indietreggiata rispetto agli altri personaggi e che, insieme a Mercurio, è l’unica ad indossare dei calzari alati poichè dea della mitologia greca. Ella è circondata dal mirto, pianta sacra che indica un approccio scientifico dell’opera, e piega la testa, alzando leggermente il braccio per dare inizio al movimento e alla danza, gesto rituale e benedicente.

Venere personifica il mese di Maggio, simbolo della fecondità femminile e su di lei vola Cupido, il quale dirige un dardo infuocato da bendato e simboleggia l’amore cieco. Il dardo

 colpisce una delle tre ninfe che si innamora del dio Mercurio e si interroga a cosa stia pensando il suo futuro sposo.

Le tre Grazie, Pulchritudo, Castitas e Voluptas, sono simbolo di trasformazione della natura e dello spirito e personificano i mesi di Giugno, Luglio ed Agosto, mesi che precedono l’autunno. Elle sono circondate dall’abete bianco.

Secondo personaggio maschile presente è Mercurio: egli agita le nuvole attraverso l’uso del caduceo ed ha la funzione di portare l’umanità al di là della foresta d’amore e di svelare che l’amore è l’unica verità contrapposta alla morte.

Per quanto riguarda la flora, il cipresso è di vitale importanza poiché è simbolo di malinconia e longevità. Il prato è interamente fiorito: i fiori non rispettano i tempi di fioritura, ma crescono e sbocciano tutti nello stesso momento. Tra i più importanti troviamo molti Bellis, un gruppo di nontiscordardimé, le iris, simbolo della città di Firenze, il crisantemo partenio, il fiordaliso e il ramuncolo.

La presenza del bosco di arance amare assume il significato di matrimonio e di fertilità. Tutti i personaggi raffigurati non calpestano i fiori. Questo dettaglio è molto evidente nelle ninfe, le quali danzano con i talloni sollevati dal terreno. 

Articolo di @artelenare



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