Adolescenza violata: Ernst Ludwig Kirchner e Edvard Munch.
Entrambi appartenenti al movimento dell'espressionismo tedesco Die Brucke, Ernst Ludwig Kirchner e Edvard Munch trattano un tema delicatissimo, ma ognuno lo rielabora a modo suo.
Ernst Ludwig Kirchner in "Marcella" rende la donna passiva davanti al suo destino di essere una prostituta e lo si nota dal suo atteggiamento: ha le gambe accavallate, le braccia che coprono il pube e lo sguardo rivolto allo spettatore, di fatto assume una posa "sfacciata" e provocatoria. Marcella si trova già catapultata nel mondo degli adulti, è truccata, ma è ancora innocente e lo possiamo notare dal fiocco bianco che reca in testa. La nudità del soggetto attrae lo sguardo, ma l’ampio utilizzo di colori acidi suggerisce la presenza di un ambiente malato, sporco e poco invitante, dove la donna è costretta a stare.
La malizia nei suoi occhi fa contrasto con la purezza che normalmente dovrebbe avere una bambina della sua età: lo scopo era quello di denunciare la corruzione della società e creare uno stato di inquietudine nello spettatore che guarda la scena, facendogli porre quesiti su ciò che sia giusto o sbagliato, lecito o meno.
Edvard Munch assume invece un approccio ancora più violento rispetto a Kirchner: in "Pubertà", dipinto che ispirò Kirchner nella realizzazione di "Marcella", Munch propone una visione più pessimistica di quella utilizzata in "Marcella". Il maestro norvegese aveva infatti conferito al soggetto estrema ingenuità, inserendolo in un contesto rustico e intimo. L’obiettivo del pittore era dunque quello di mostrare una bambina spaventata dalla trasformazione del proprio fisico che l’avrebbe portata a diventare donna, ma nel farlo, non avrebbe avuto tutti gli strumenti giusti per affrontare il cambiamento fisico e le conseguenze che le avrebbe arrecato. La scena è ricca di drammaticità, paura e inquietudine, senso reso vivo e ancor più presente grazie all'inserimento dell'ombra enorme alle spalle della bambina.
Articolo di @artelenare.


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