Sofonisba Anguissola e le sue seconde nozze con Orazio Lomellini

Dopo la morte del suo primo marito, Fabrizio Moncada, a causa di un nubifragio in mare, Sofonisba Anguissola si trasferisce in Sicilia con il fratello Asrubale fino al 1579, anno in cui i due ripartono per stabilirsi a Livorno e successivamente a Genova, dove l’artista rimane per 35 anni. 

Il soggiorno a Livorno non era previsto: Sofonisba e Asdrubale infatti, dovevano inizialmente sbarcare a Palermo, ma a causa del maltempo e della pericolosità del mare, furono costretti a fermarsi a Livorno. 

È nel Natale del 1579 a Pisa che Sofonisba e Orazio Lomellini decido di sposarsi, contro il volere del fratello Asdrubale e della corte spagnola di cui era stata ospite anno prima. Di fatto, erano contrari alle nozze poiché non ritenevano Orazio, giovane capitano genovese, degno dell’Anguissola. 

Dunque, il 24 Dicembre 1579, il duca di Firenze Francesco I de’ Medici scrive una lettera a Sofonisba: 

Alla Signora Sofonisba Anguisciuola. Havendo inteso che Vostra Signoria si trova in Pisa con intenzione di maritarsi fuor del gusto di suoi parenti, et della conditione della casa sua, mossa dalla conoscenza che hebbi di lei quando fui nella Corte del re di Spagna et dalla affezione che le ho portato sempre, non ho voluto lassare di metterli in consideratione che, come creata di Sua Maestà, non solo non dovrebbe darli parte di ogni suo pensiero, ma anco eleggiersi subbietto degno di lei, et della casa sua, et della servitù che ha fatto a così supremo principe […]. Però consideri molto bene quel che ella fa, che come savia che l’ho tenuta sempre, son certo che non vorrà perdersi quel buon nome che con tanta servitù s’è acquistato, et io mi oferisco con ogni prontezza a fare quanto che giudicherà di comodo et beneficio, et Dio vi conceda ogni contento”.

Ciò che il duca Francesco I stava cercando di fare era di dissuaderla dallo sposarsi con Orazio Lomellini perché egli non era degno di lei e tantomeno del suo rango di dama della regina, titolo ricevuto alla corte spagnola, e che pur di sposarsi contro il volere della propria famiglia, Sofonisba non aveva avvertito il re delle sue intenzioni e nozze.

La risposta di Sofonisba Anguissola alla lettera fu questa:

I matrimoni prima si fanno in cielo e poi in terra”.

Ciò che l’artista voleva intendere era che il matrimonio con Orazio era volere di Dio, e come tale, non poteva essere negato.

Articolo di @artelenare.


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